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Il Blog di Sempregrifoni

dal Vecchio Balordo ai pensieri in libertà di Fabio313

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Lettera dal Fronte

novembre 12th, 2009 · No Comments

Copio, dal Muro dei Grifoni, un Post di Von Savigny, scritto per BluGenoa.

Lettera dal Fronte

 Monte Maggio, 27 agosto 1915

Mia adorata Teresa, Vi scrivo questa missiva per sincerarVi delle mie condizioni fisiche. Voi sapete quali sono le mie idee sulla condizione del Regio Esercito e sulla guerra appena dichiarata. Non ne ho fatto mai mistero a Voi, ai membri della Vostra e soprattutto della mia famiglia; guerra che mi auguro sia di breve durata e prossima ad una rapida conclusione anche se, come tutti i conflitti dolorosa e spietata. Guerra che ho reputato e reputo tutt’ora decisiva per le sorti dell’Italia che verrà, memore della lezione di quelli che ritengo, a torto o a ragione, veri e propri magister vitae, mi riferisco ovviamente, e Voi lo sapete, ad Ivanoe Bonomi e a Leonida Bissolati. E’giusto – Ve lo ripeterò all’infinito – essere intervenuti nelle ostilità per senso d’appartenenza, per rafforzare l’Unità faticosamente raggiunta, per spirito patriottico, per arrivare finalmente ad un’autentica coscienza nazionale. Non Vi sarà neppure sfuggito che per me l’Esercito è stato, è e sarà il giusto tramite per arrivare a quanto Vi ho appena sopradescritto essendo esso basato sul principio della necessità di usare la forza per la difesa del paese, delle sue leggi, seppur a volte inique ed ingiuste, e dell’istituto della monarchia. Proprio a noi spetta, oggi, sorreggere il trono, tutelare le nostre istituzioni e far guerra anche a chi pochi mesi or sono era nostro alleato per difendere sino all’estremo l’onore e l’indipendenza della Patria. Anche e soprattutto in caso di ingenti perdite umane ed affettive mercè di questa immaginaria e gigantesca lotteria che è lo scontro armato tra popoli. Scontro che molti, erroneamente, dipingono, sic et simpliciter, come rancore immemore coltivato nei confronti del nemico, mentre, invece, esso è da considerarsi alla stregua di vero e proprio odio involontario attesa l’assoluta mancanza, verso gli Austroungarici ed i Germanici, di qualsiasi astio ideologico e volontà d’annientamento. Questo è ciò che ho riscontrato tra gli ufficiali e la truppa: noi stiamo facendo pienamente il nostro dovere. Come doveroso e giusto che sia. Ribadisco fermamente quanto sopra ed oggi, dopo aver visto i primi scontri, ne sono ancor più convinto, anche se, Vostro malgrado, rammenterete con dovizia di particolari le liti furibonde con Vostro Padre. Ho fatto bene ad arruolarmi volontario, anche se il peso di averVi lasciata sola con tre figli mi angustia vieppiù ogni giorno che passa. Sono certo, altresì, che Giuseppe, il piccolo Giovanni e la neonata Caterina non sentiranno la mia mancanza anche perché, al mio ritorno, maggiore sarà il desiderio di stringersi attorno al loro padre. A tal proposito riferisci a Giuseppe, con parole che possa facilmente comprendere, che nei mesi scorsi ho legato fraternamente con il mio omologo Tenente Luigi Ferraris da Saluzzo. Ricorderà senza dubbio quella domenica di quattro anni or sono, quando lo portai a Genova a vedere il suo primo match di football tra il Genoa ed il Torino con lo zio Evaristo che, suo tramite, ci fece conoscere e stringere la mano ad uno di quei fenomenali atleti. Ho ancora negli occhi l’espressione felicemente stupita e trasognante di nostro figlio. Riferitegli che l’ho ritrovato proprio qui, tra queste trincee. Omettete di dire, però, che questa piacevole frequentazione è stata, purtroppo, di breve durata. Due giorni fa, infatti, di prima mattina durante una ricognizione, una granata ha investito il Tenente d’Artiglieria Ferraris, mentre, con la sua squadra, svolgeva il solito compito di osservatore. E’ stato colpito al petto ed è morto tra le braccia del comune amico Giovanni Pinna, quell’ attendente sardo di gran cuore, come solo i “sardegnoli” possono essere, cui già Vi accennai in una precedente lettera. I genitori dello sfortunato Luigi sono già stati avvertiti; nei prossimi giorni cercheremo di recuperare il corpo per dargli degna sepoltura proprio in questi luoghi, a 1845 metri sul livello del mare. Rivolgo la mente a loro più e più volte; penso non solo al fatto che i nostri morti, tra cui Luigi e quelli del nemico, giacciono sepolti sotto l’erba ma anche alla desolazione che cova nei petti dei parenti e dei conoscenti. Che amari vuoti in quelle lapidi bordate di nero che non coprono ceneri! Che disperazione in quelle iscrizioni irremovibili! La 19° batteria del VII° gruppo “Vicenza” appartenente al 2° Reggimento di Artiglieria da Montagna è tragicamente affranta da tale gravissima perdita ma, giacchè la montagna è la parte maggiormente innalzata di questa terra e, pertanto, così vicina a Nostro Signore, tutto il resto, comprese le morti dei nostri commilitoni, viene appresso. Per noi l’altitudine è sovrana con la sua aria rarefatta, con la naturale difficoltà nello spostarsi per sentieri appena marcati, con l’affannosa e continua organizzazione e disposizione delle truppe al fine di evitare che queste siano facile obiettivo dei fucili e delle mitragliatrici avversarie. Da quassù si avvista per la prima volta la tempesta dell’ira funesta degli uni contro gli altri, ed è da quassù che Iddio viene invocato da tutti, per la prima volta, per avere la sorte propizia. “Per ardua ardes” recita il nostro motto, siamo fuscelli nella tempesta, ma ce la faremo. Ce la farò. Per sempre Vostro Biagio. In memoria del Tenente Biagio C. ( 1882 – 1973) vivo nel ricordo dei suoi cari, bisnonno di chi umilmente scrive e del Tenente Luigi Ferraris ( 1887 -1915) ben presente nel ricordo dei Genoani tutti. R.I.P.

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NUOVA OREGINA-RIVAROLESE DEL 31/10/09

ottobre 31st, 2009 · No Comments

Partita valida per la 2ª giornata del Campionato Pulcini 3° anno a sette giocatori Girone “D”

NUOVA OREGINA – RIVAROLESE 1919

3 – 0

reti: Meloncelli 6′ pt, Bardanelli 5′ tt, Lorenzano 13′ tt

Le formazioni

NUOVA OREGINA
CARCIONE 6.5, MEATTINI 6.5, MORI C. 6.5, ARCIDIACONO 6.5, PELUFFO 7, LORENZANO 6.5, SCICCHITANO 6, BARDANELLI 7, MELONCELLI 6.5
all.: Meattini

RIVAROLESE 1919
PELOSO 7.5, CAMINITI 6, DE LUCA 6, TRAVERSO 6, DOKU AL. 6, DOKU AR.6, MARTIS 6.5, DI DOMENICO 6, ALABISO 6
all.: Vinci

arbitro: Mori F.

I Blues di Mister Meattini conquistano meritatamente la posta piena in una gara ricca di giocate anche molto interessanti, con la R. che arriva poche volte ad impensierire la difesa avversaria, e quando ci prova trova in un ottimo Meattini, ed in un insuperabile Peluffo, due combattenti veri, vincitori praticamente di ogni duello.
Quando il pallone arriva dalle parti di Carcione, il portiere Biancoblu mette sicurezza a tutti padronae dlela propria area.
A centrocampo il gioco e la ragnatela di passaggi tessuta da Mori e Arcidiacono, hanno la meglio sui dirimpettai in giallo, mentre sulla linea di fuoco Meloncelli e Bardanelli prima, Lorenzano e Scicchitano poi, fanno vedere i classici sorci verdi a Peloso, autore di alcune parate splendide, che hanno contribuito a mantenere il passivo decisamente contenuto.
Da notare che in particolare nel finale di gara, Peloso si propone spesso in avanti nella battuta di calci piazzati, dotato di ottimo tiro, ed addirittura sua è infatti la migliore occasione di tutta la partita per la R.
Già al 6′ Meloncelli porta in vantaggio la NO con un diagonale da destra imparabile, quindi si susseguono azioni ed occasioni nella metà campo gialla, mentre la prima frazione è di tutto riposo per Carcione e compagni di difesa.
Gli errori sottoporta si aggiungono alle parate del portiere avversario, e si arriva alla seconda frazione con la N.O. che sembra cedere qualche metro agli avversari, che provano alcune conclusioni dalla distanza, non troppo distanti dai pali di Carcione, ma l aparte centrale della gara termina con un nulla di fatto da ambo le parti, pur sembrando a questo punto che i Blues stiano giocando a gatto col topo, attendendo fuori i rivali per colpire in contropiede.
Infatti nella terza frazione, Bardanelli colpisce al 5′ portando al raddoppio i Blues, e quindi su ogni assalto dei gialli, si ripropone un contropiede rapidissimo dei bianchi.
Al 13′è Lorenzano che mette il sigillo personale alla contesa, segnando la sua prima marcatura stagionale, e chiudendo di fatto la gara.
Dopo la rete infatti sono da registrarsi come detto solo un paio di conclusioni su calcio di punizione da parte di peloso, migliore in campo tra i suoi.
I migliori: Peluffo, Bardanelli (NO), Peloso, Martis (R)

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Un dio qualunque

ottobre 30th, 2009 · No Comments

Quanto ancora

Quanto ancora dovremo soffrire e combattere

Perché a questi nostri figli

Sia possibile sperare

In un figlio che non conosca guerra

In un figlio che cerchi conoscenza

E vastità di un universo immenso

Quanto odio e carni ferite

E quanto sangue ancora lascerò

bagnarmi le mani

perché un dio qualunque

sia sazio di me

un Re Cremisi senza pietà

ai suoi piedi consiglieri spietati

tra le sue mani si agitano

sottili fili di burattini inanimati

Quanto dovrò ancora

Piangere

Spiando un oceano

Ed ogni onda che frange davanti a me

Inutilmente attendendo

Un ritorno

Un Re Cremisi senza pietà

È ancora alla guida

Di una piccola barca

Ghignando si volta

Sorvegliando il bestiame

Allunga lo sguardo verso coste

Ancora lontane

Un dio qualunque si volta

Osservando distratto un volo di stormi

Un dio qualunque

Indossa splendidamente un abito alla moda

Un saio Cremisi firmato Armani.

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NON E’ NEL CUORE

ottobre 15th, 2009 · No Comments

indietro…indietro…indietro, in un tempo che era e che resta dentro il cuore, il tempo dei quindici anni da “so tutto io”, il tempo del cagnaro e delle giubbe con le frange, degli stivali e delle clarke, delle superga da giocarci a pallo…ne e uscirci la domenica, il tempo dei capelli sotto le spalle e dei bracciali di cuoio, di sette litri di dab in lattina con un amico che è un fratello, delle compagnie sulla ringhiera e delle radio libere, il tempo delle partite a calcio al calasanzio da luce a luce ed il tempo di tonnellate di musica buona nelle orecchie…e nel cuore.

http://www.youtube.com/watch?v=9xC3MLdQf9Y

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TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

ottobre 8th, 2009 · No Comments

…che fa i gattini ciechi. . .
A fronte di un tentativo di ipnosi collettiva incredibile, messo in atto da giocolieri e saltimbanchi della politica e dell’impreditoria locale, c’è da rimanere stupefatti.
Da mesi ormai se non da anni, questa allegra combriccola di dottor Mabuse, sta cercando di convincerci dell’inconvicibilissima certezza: che ai Genovesi ed a Genova SERVA un nuovo stadio, dotato di ogni criterio moderno e rispondente ad ogni e qualsiasi normativa dalla UEFA alle ACLI, perchè senza questo passo, Genova rischia l’inesorabile declino, ristagnerà nell’immobilismo, rischierà di perdere opportunità e sacchi di denari (già, questo potrebbe essere, ma non li perderò certo io o voi), andrà incontro a sciagure sportive pragatichen und metafisichen, e chi non ci crede è come se si desse una martellata sugli zebedei.
Appoggiati in questa campagna illusionistica da alcuni dei più famigerati media locali, ove per interesse, ove per sensazionalismo ma spesso per leccaculismo, i novelli salvatori della Superba, correligionari di una Circe che giuro di non sognarmi mai più di votare, ci hanno imbambolato con le stereoscopiche immagini di un bidet travestito da colosseo con a fianco una brutta versione del disco volante di ET, post nella splendida posizione vista mare di due metri dalla pista dell’altra scommessa di Genova città, quell’aeroporto che qualche anno fa veniva spacciato come fulcro del rilancio e delle aspirazioni di tutti i buoni cittadini.
Con uscite e sparate puntuali, mirate ad indebolire il partito dei contrari a questa fumata da LSD di un Nano furbo, individuabili genericamente in quasi tutti i cattivi genoani cattivi, ci hanno coltivato con cura, seminando zizzagna e volendo raccogliere oro.
Lo schiaffo dell’ENAC, che quasi quasi mi assomiglia a qualche altro parere contrario degli ultimi tempi, ha immediatamente dato vita ad una reazione furibonda dell’essere affetto da ipogigantismo, ed improvvisamente ci troviamo trasformati in bieca e sinistra (nessun riferimento politico qui) Forza Oscura del Male, Dissennatori laidi e putrescenti, innominabili carogne immonde e contrarie al progresso ed al buon nome dell’Isola Felice.
A parte l’ilarità che mi ha provocato leggere alcune di queste definizioni, ragiono e rifletto.
Riflettendo, faccio risalire le ipotesi del caduco nanetto, ai malumori dell’imprenditoria autoctona nei confronti del Joker all’epoca del suo arrivo, l’insofferenza malcelata nei confronti dell’intruso, i timori dei maniman e la freddezza di una parte della politica locale ben schierata a fari spenti.
L’onere di un progetto faraonico ed avveniristico, non dico di no, il brevilineo se lo è accollato, cercando di far decollare un’idea, la sua, che può avere motivazioni di logica di resa che credo lecite da parte di chi imprende per ottenere un giusto lucro dalle sue capacità.
La bocciatura del plastico virtuale, era attesa ed immaginabile, ma forse da parte dei promotori ci si attendeva un aiutino previo e sostanzioso da parte delle istituzioni, peraltro già impelagate in rogne altrettanto se non più pericolose della costruzione del cesso volante.
La reazione furibonda e stizzita, mi fa sorridere, ma anche preoccupare, perchè gli assi nelle corte maniche del nemico possono essere molti e dalle molteplici facce, alcune anche apparentemente a noi solidali.
Credo occorra che la nostra voce non sia limitata alle argomentazioni sul Muro o pubblicamente solitarie, ma che si possa ritrovare unita voce di così tanta parte della cittadinanza da essere determinante nella ragione voluta.
Manifestare un dissenso lecito e certo, a fronte però non di labili e purtroppo leggeri sentimenti di attaccamento al nostro stadio, ma di argomentazioni approfondite e tecniche, passando anche se necessario da un controprogetto di risistemazione dell’area Ferraris e limitrofa, può essere forse il modo per controbilanciare costruttivamente le ipotesi minacciose di questi novelli Paladini del Bene contro il Male.
Siamo in grado di proporre delle idee?
Siamo in grado di combattere il burattinaio con le sue stesse armi?
Proviamoci, o molto presto ci troveremo di fronte ad un’altra soluzione da o la vita o la morte, e prima o poi, queslla Santa Alleanza troverà la forza per sconfiggerci definitivamente, o meglio, per porci a fronte dell’inevitabile ineludibile distruzione del Nostro Tempio, scientemente ridotto a partire dalla sua ricostruzione pre-mondiali 90, ad una allegoria di ciò che era: uno splendido stadio, orgoglio di Genova.
Quello si.

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IL CANTO DELLA FENICE

settembre 9th, 2009 · No Comments

Esco dagli schemi di questo blog per una riflessione che ha radici lontane alcuni mesi, ma ha avuto il suo sviluppo negli ultimi giorni.

Con l’iniziare della nuova stagione sportiva, si stanno verificando, ed anche con un discreto anticipo su quelle che erano le mie peggiori previsioni, una serie di fatti che attestano la disgregazione di un progetto partito sette anni fa, sviluppato anno per anno con fatica e con un immenso lavoro passato attraverso ben quattro allenatori, tutti bravi seppure con caratteristiche abissalmente diverse tra loro.

In particolare negli ultimi due anni la squadra di leva 1996 di Nuova Oregina ha mutato radicalmente volto ed approccio alla preparazione, arrivando infine e finalmente nella scorsa ultima stagione alla possibilità di “costruire” la rosa senza la necessità di inserimenti di disequilibrio.

L’attività di preparazione atletica e lo studio di schemi e circolazione di palla si è talmente intensificata tanto da consentire un finale di stagione a dir poco esaltante, con il successo e la conquista del primo posto nel Torneo Trimarchi, battendo in finale i cugini dell’Amicizia Lagaccio, l’ottima prestazione ad Omegna con un quarto posto che non rispecchia i valori dimostrati, e la semifinale nel Torneo del Ligorna, persa purtroppo contro il Molassana.

Arrivati così alla categoria dei Giovanissimi, primo approccio con il calcio delle classifiche reali, dei Campionati non più chiamati tornei, all’anticamera del calcio adulto, viste le innovazioni regolamentari introdotte dalla Figc dallo scorso anno, la società ha deciso di puntare al tentativo di raggiungere una qualificazione alla fase regionale del campionato, e per far questo, ha scelto di unificare le due leve di ragazzi ‘95 e ‘96, portando a tre complessivamente le squadre, con due formazioni iscritte rispettivamente nei gironi C ed F, il primo di qualificazione ai regionali ed il secondo di squadre “B” per i provinciali, ed una terza formazione che disputerà a sette giocatori un torneo CSI.

L’unione delle due leve rappresenta secondo me un primo fondamentale errore, che mina la programmazione, in quanto tale unione resterà valida soltanto per questa stagione, visto che dalla prossima la leva ‘95 passa in categoria Allievi, mentre entra in Giovanissimi la leva ‘97, per noi assai povera di elementi.

L’opzione di assimilare i migliori elementi dei ‘95 inserendoli nel gruppo tecnicamente più che discreto dei ‘96, conterà numericamente ben pochi elementi validi per l’approccio con le formazioni dei regionali, mentre secondo me sarebbe stato più opportuno dare la possibilità in toto ai ragazzi del ‘95 di disputare la fase di qualificazione con le forze proprie, lasciando al gruppo ‘96 il girone senza diritto a titoli denominato “F”, che avrebbe forse garantito qualche soddisfazione comunque.

Dal prossimo anno si avrebbe così avuto la squadra ‘96 in sopraleva, e con un anno di esperienza inpiù probabilmente capace di affrontare l’impegno delicato ed importante delle qualificazioni.

Ponendo le basi di questa unificazione, si è di fatto diviso invece due gruppi affiatati, ed il secondo e grave errore, sempre secondo il mio punto di vista, è avvenuto ad inizio ritiro, suddividendo i 34 ragazzi di leve ‘95 e ‘96 presenti in tre gruppi numericamente omogenei, il primo con l’allenatore della squadra “A”, il secondo con quello della squadra “B” ed il terzo con quello della “C” destinata a sette.

Pur con i previ ragguagli ai ragazzi che quella fosse unicamente una suddivisione per agevolare il lavoro in ritiro, di fatto si è immediatamente creata una visibile frattura tra i prescelti della prima lista, e quelli della seconda, che comprensibilmente hanno capito di non essere papabili per la squadra “A” se non nel ruolo necessario ma scomodo della riserva.

Da subito, quindi ed ovviamente questi ragazzi si sono sentiti esclusi, ed immediatamente decisamente propensi a giocare in squadra “B” piuttosto che non giocare affatto.

Il duplice risultato di questa manovra in ritiro è stato che da una parte gli allenatori “A” non hanno avuto a disposizione una vera rosa su cui iniziare una preparazione completa, ed al ritorno a Genova, quando si rende immediatamente necessaria l’integrazione a 16-18 elementi in rosa, ci si rende conto che non vi sono nemmeno tra i ‘95 non saliti in Trentino elementi sufficientemente validi, e che i ‘96 a questo punto tentennano o rifiutano decisamente l’ipotesi di sedersi stabilmente in panca.

Probabilmente, anzi ancora per me sicuramente sarebbe stato meglio fare il ritiro con le due squadre insieme alla guida dei due allenatori, quindi rientrati a Genova, valutare il tutto insieme ai giocatori a disposizione qui, e quindi stabilire un gruppo base di undici giocatori, e di altri sei sette pronti a giocarsi effettivamente il posto, con lo stimolo a far bene e la speranza di rientrare nei piani del mister, non demotivati da una preannunciata esclusione o presunta tale.

Delusioni, incazzature, mugugni e minacce, sono non altro che i primi risultati di una “polenta coi motti” che avrei sinceramente voluto non veder mai verificarsi.

Non posso fare altro che assistere, più o meno impotente ai primi passi di dissoluzione di un progetto in cui io ed altri credevamo profondamente, ritenendo adesso minati alla base i pilastri su cui reggeva questo progetto: il “gruppo” inteso come entità superiore alla somma delle percentuali di apporto dei singoli giocatori componenti.

E’ vero che le leggi del calcio e dello sport sono competizione e prevalenza del più bravo e questo lo accetto.

Non capisco perché però incaponirsi quando il “più bravo” non c’è, o se c’è lo è in misura talmente ridotta da non coprire l’effettiva necessità di una squadra completa.

Saranno adesso due i gruppi danneggiati da queste scelte, ma io parlo per quello che ben conosco, avendone annusate le difficoltà già da febbraio scorso e da allora timidamente annunciando ogni volta le mie idee che qui ho espresso, probabilmente considerabili “rivoluzionarie” o “reazionarie” a seconda dei punti di vista, ma effettivamente ne l’una ne l’altra, semplicemente dettate dalla profonda affezione che provo per questa squadra.

Quale fiducia potranno ora riporre in allenatore e compagni le rispettive fazioni che inevitabilmente hanno iniziato a crearsi già a Roncegno?

Quale torto dare a chi si sente escluso non per propri limiti o almeno non solo, ma per un progetto forse più grande o forse tropo grande per le possibilità attuali di queste leve?

L’anno prossimo spariti i ‘95 come si guarderanno in faccia questi ragazzi e le loro famiglie?

Quest’anno c’era chi dagli spalti triste triste mugugnava sui limiti di qualche giocatore, auspicando meravigliosi e fisici virgulti al posto di ragazzi che da anni danno il cuore per questa maglia.

Forse anche qui il dipanarsi delle soddisfazioni ah convito questi alcuni della necessità di altri fenomeni da affiancare doverosamente ai loro fenomeni, o forse è semplicemente più facile pensare al proprio tornaconto personale piuttosto che alla squadra.

Bene, questo non stava e non sta nei progetti che avevamo fatto, e che ora trovo incrinati nonostante la profonda fiducia nell’esperienza di chi ne sa molto più di me di calcio e gestione.

Spero che si abbia avuto ragione, e che questo sia solo un altro ennesimo doloroso passaggio verso una squadra consolidata e provata anche da queste mazzate.

Spero che sia solo un brutto sogno, un incubo nel quale una splendida Fenice ci regala il suo armonioso canto prima di spegnersi nell’olocausto del risultato ad ogni costo, pronta a risvegliarsi e risorgere il prossimo mattino dalle stesse sue grigie ciniree spoglie.

Spero che i ragazzi capiscano questa transizione ed abbiano la pazienza e la voglia di credere in ciò a cui io credo profondamente e ancora.

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A.S.D. NUOVA OREGINA – BOLZANETESE DEL 01/06/09

giugno 1st, 2009 · No Comments

A.S.D. NUOVA OREGINA – BOLZANETESE

2 – 1

RETI: Morello 16′ pt, Corona 14′ st, (B. non disponibile)

Formazioni:

A.S.D. NUOVA OREGINA
MORI 7.5, TARABOTTO 7, FIORELLINO 6.5, LEKA 7, MORELLO 8, AMBROSINO 7, POMPA 7.5, BUTTIGLIERI 7.5, BARBERO 7, ONDOMBA 7, CORONA 8
all.: Pistoia

BOLZANETESE
non disponibile

Arbitro: Ravalli 5,5

(arbitra nel complesso bene, inspiegabili alcuni calci di punizioni indiretti concessi per falli che prevedono unicamente il calcio di punizione diretto)

I migliori: Morello e Pompa (NO), n.d. (B)

note: l’allenatore di Nuova Oregina inibito all’ingresso in campo dall’arbitro durante l’appello negli spogliatoi: in panchina quindi unicamente l’allenatore in seconda Buttiglieri ed il Team manager Mori.

Una Nuova Oregina in piena emergenza conquista un’importante e decisa vittoria nei confronti di una Bolzanetese comunque mai doma, che anzi, passa in vantaggio nei minuti iniziali, purnon riuscendo poi ad imprimere la direzione voluta alla gara che segue la segnatura dei blu-arancio.
Assenti i gemelli parissi, Mattia Cosentino, Marco Agostini e Saverio Palma, alla lista si aggiunge in mattinata anche l’indisposizione di Palazzolo, colpito da una forma influenzale.
I Blues si ritrovano così in undici compresi i due portieri Mori e Corona, che mister Pistoia sarà costretto a schierare nel ruolo di ala destra, peraltro con ottimi risultati, visto che la rete della vittoria e della conseguente qualificazione matematica alle semifinali è stata segnata proprio da Corona.
Dal canto suo la B. schiera la stessa formazione sconfitta nella giornata di esordio dall’Amicizia Lagaccio, e dimostra di essere una compagine volenterosa, ma chiaramente in difficoltà di fronte alle accelerazioni improvvise di Pompa e Barbero, così come alla fisicità e tecnica di Bottiglieri ed alla grinta implacabile di Fiorellino, Ambrosino e Leka.
Encomiabili Tarabotto e Ondomba, merita un discorso a parte un Morello decisamente fortissimo, a servizio della squadra, sempre, con la copertura assoluta del suo ruolo di difensore centrale, di abnegazione totale in ogni condizione fisica (oggi soffriva ancora dei postumi di una brutta scivolata di venerdi scorso, e pure fromboliere potente, con la rete del pari di stasera, frutto di una splendida azione da rimessa laterale con Tarabotto che batte per Leka, e da questi in mezzo per l’appoggio all’indietro di Ondomba e tiro di prima intenzione del vicecapitano Morello sotto la traverso da trentacinque metri.
Aveva comunque iniziato un poco timidamente la NO, forse spaventata dalle assenze, dando così modo alla B. di provare ad attaccare, in maniera piuttosto convinta per i primi dieci minuti.
Era però il 4′ quando un incertezzadifensiva liberava in area un giocatore della B., che con freddezza, trovava il tempo giusto per battere Mori in uscita disperata.
Lo svantaggio non demoralizzava i Blues, anche se poco dopo era proprio Mori ad esaltarsi ed esaltare il folto pubblico presente con tre parate strepitose compiute nel giro di due minuti su altrettante conclusioni degli avanti bolzanetesi.
Del gol del pari di Morello si è già detto, ma bisogna aggiungere che questo è stato veramente importante perchè chiudere il tempo sullo svantaggio non sarebbe stato il giusto riconoscimento per la partita che i Blues stavano giocando con grande sacrificio e volontà.
Nella ripresa, Blues subito in campo a cercare il gol della vittoria, con incursioni di Pompa che viene sistematicamente fermato in maniera fallosa, e di Buttiglieri che protesta anche chiedendo un calcio di rigore che pare forse esagerato.
Barbero perde l’attimo fuggente per la battuta a rete e grazia il portiere ospite, poi ancora Buttiglieri viene steso e conquista un calcio di punizione dal limite, anche questo segnalato come indiretto (?), e sul tocco di Pompa che lo serve, si accentra e lascia partire una bordata di collo pieno che sulla linea di porta trova la testa di un difensore che respinge e salva dalla segnatura, ma mette in condizioni Corona, bene appostato sul secondo palo, di girare ancora a rete in mezza acrobazia, per il gol che vale il vantaggio e la vittoria.
Grandi festa per Andrea Corona, che poco dopo sfiora addirittura la doppietta, quando Pompa, ben servito da Ondomba, si invola sulla sinistra, fa tre quarti di campo in piena libertà, arriva in area, si libera dell’avversario che cerca di portarlo sull’esterna, e a tu per tu con il portiere, lo supera con un bel tiro che però incoccia il palo interno, per arrivare ancora all’ala destra Corona, che stavolta sbaglia da buona posizione.
Il finale di gara vede la B. provare a mettere in difficoltà senza riuscirvi i Blues, che chiudono bene ogni varco, sino al fischio finale per l’esultanza di squadra e panchina (oggi particolarmente ridotta), per la qualificazione raggiunta.

Bravi ragazzi, avanti così…

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NUOVA OREGINA – PRAESE DEL 29/05/09

maggio 30th, 2009 · No Comments

5° TROFEO S. TRIMARCHI

A.S.D. NUOVA OREGINA – A.S.D. PRAESE 1945

1 – 0

reti: Barbero (NO) 10′ st

Formazioni:

A.S.D. NUOVA OREGINA:
MORI 6.5, PALMA 7, PALAZZOLO 6, LEKA 6.5, MORELLO 7.5, PARISSI F. 7, PARISSI C. 8, BUTTIGLIERI 7.5, BARBERO 7.5, COSENTINO 7, POMPA 7, CORONA 6.5, TARABOTTO 6.5, ONDOMBA 6.5
all.: Pistoia

A.S.D. PRAESE 1945:
LEPRI 8.5, SCARAMUCCI 6.5, MORCHIO 6.5, CAVALLINO 6, PONTORIERO 7, GHIGLIOTTI 6.5, DEGENNARO 6, VALENTE 7, TRAVERSO 6.5, LIMONTA 7, GRANATA 6, FEMIA 6, DAPELO 6
all.: Avenoso

arbitro: Tramontana 6.5

I Blues vincono meritatamente un confronto intenso e spigoloso, contro una formazione di tutto rispetto, che in campionato, nel girone di competenza, ha raggiunto l’obbiettivo del quarto posto.
Solo un incredibile Lepri, portiere dotato di fisico superiore e ottima tecnica, sicuramente portiere pronto per categorie ben superiori, ha evitato un passivo veramente più pesante ai gialloverdi di mister Avenoso: l’estremo difensore Praese, ha infatti salvato la sua porta da sicura capitolazione in almeno quattro occasioni, mentre non ha potuto nullla sul tap in ravvicinato di Barbero dopo un formidabile missile scagliato da Christian Parissi e ribattuto dallo stesso Lepri alla disperata.
Inizia subito forte la NO, che schiera l’undici titolare, nonostante l’assenza di Agostini, con la panchina per Corona, Palazzolo al rientro dalla frattura al piede, e Ondomba, che sarà protagonista di un grande secondo tempo.
Le magie di Cosentino e gli spunti vigorosi di Buttiglieri sono oggi supportati benissimo da un Barbero in forma smagliante e da Christian Parissi, decisamente il migliroe in campo tra i Blues ed autore di un finale di stagione in continuo crescendo.
Alle diverse occasioni create dai ragazzi di Pistoia, risponde la P. con alcuni contropiede ben chiusi dai centrali Morello e Leka, e sporadici lanci lunghi dalla linea di difesa verso la fascia destra, dove l’esterno ospite trova un muro insuperabile in Tarabotto.
Pompa dialoga benissimo con Cosentino e lascia sul posto più d’una volta l’avversario diretto sulla sinistra, proponendosi spesso al passaggio rasoterra in area o al cross alto su cui si avventano i “lunghi” in maglia biancoblu.
Come detto, la bravura e la potenza fisica di Lepri fanno la differenza per tutto il primo tempo tra un pareggio a rete inviolata ed una prematura sconfitta gialloverde, ma nella seconda frazione una NO sempre più determinata stringe d’assedio la roccaforte ponentina, ed alla terza conclusione in pochi minuti rintuzzata da Lepri, inizia a vacillare lo sbarramento difensivo costruito da mister Avenoso.
Al 10′ Pompa scende sulla sinistra, mette in mezzo per Parissi che dal limite lascia partire una bordata terrificante sulla quale Lepri commette forse l’unica ingenuità della partita, respingendo breve sull’accorrente Barbero, che da incursore abituale dell’area piccola, non fallisce ed insacca per il vantaggio, che sarà definitivo.
La P. cerca di reagire, ma solo in un paio di occasioni arriva ad impensierire Corona, subentrato nel secondo tempo a Mori tra i pali: la prima con un contropiede sul quale Corona stesso affretta un’uscita intempestiva ma viene graziato dall’avanti avversario, e la seconda con un insidioso tiro cross, sul quale stavolta il portiere dei Blues è bravo alla deviazione prima della botta di Limonta.
Nel finale Barbero, ripetutamente colpito duro dal marcatore, prima chiede un rigore che Tramontana, (buona la sua direzione di gara) non concede, quindi va alla ricerca della vendetta personale scalciando da dietro lo stesso avversario con un fallo che avrebbe meritato indubbiamente l’espulsione diretta.
Con due minuti di recupero l’arbitro manda tutti sotto la doccia, con i Blues festanti per questa vittoria sudata ma giusta, e la Praese che inizia male il torneo, ma ha ancora possibilità di rifarsi.
La partita è iniziata con quasi un ora di ritardo a causa dello sforamento dei tempi delle precedenti partite.

Nella precedente gara, giocata per lo stesso girone, l’Amicizia Lagaccio ha battuto per 4-2 la Bolzanetese, prossima avversaria lunedi 1 giugno dei Blues.

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NUOVA OREGINA – ANPI CASASSA DEL 17/05/09

maggio 17th, 2009 · No Comments

NUOVA OREGINA – ANPI CASASSA

5 – 2

reti:
pt: Buttiglieri (NO)4′, Cosentino (NO)23′ rig.
st: Buttiglieri (NO)2′, Giovani A. (AC) 12′, Barbero (NO) 18′
tt: Buttiglieri (NO) 12′, Giovani A. (AC) 18′

formazioni:

NUOVA OREGINA:
MORI 7, AGOSTINI 7, PARISSI F. 7, PARISSI C. 7.5, MORELLO 7.5, LEKA 7, PALMA 6.5, BUTTIGLIERI 8.5, BARBERO 7, COSENTINO 7.5, POMPA 7, CORONA 6, TARABOTTO 6, MEDINA 6
all.: Pistoia (oggi in panchina Parissi e Lupia)

ANPI CASASSA:
BENVENUTO 5.5, SATTA 6, JANUZI 6, GIOVANI J. 7, BALLETTO 6, CANNATA 6, RINALDI, GIOVANI A. 7.5, PROIETTI 6, ALTOMARE 6, IUSSI 6.5
all.: Barisone

I migliori: Buttiglieri (NO), Giovani A. (AC)

Arbitro: Mori F.

la cronaca:
Il campo di Valletta Lagaccio è immerso in un mare di torrido sole, anticipo di estate per l’ultima giornata di campionato per il girone B della categoria esordienti 96.
Il pubblico sugli spalti abbastanza numeroso e intensamente partecipe per una partita che consegna la vittoria ai Blues che con i tre punti conquistano la sesta posizione definitiva in classifica, scavalcando e lasciandosi alle spalle di un punto il Baiardo.
Buttiglieri incontenibile ed autore di un’altra tripletta, apre le marcature già al 4′ con una bordata di destro dal limite, appena sotto la traversa: Benvenuto non ci arriva e consegna la sfera per la ripresa del gioco a centrocampo.
L’AC non demorde, e macina contropiedi, pur arrivando in tutta la prima frazione solo un paio di volte dalle parti di Mori, che è bravo al 12′ a respingere un forte tiro dalla destra di Jari Giovani, mentre sull’azione seguente, è ancora sfortunata l’AC, che coglie una traversa su una conclusione da fuori area.
Allo scadere della frazione, Buttiglieri si gira bene su un avversario in area e viene steso ingenuamente per il calcio di rigore trasformato da Cosentino che chiude il tempo.
Nella ripresa è di nuovo capitan Buttiglieri che apre le danze già al 2′ con un tocco sottomisura che sorprende Benvenuto, ma al 12′ è Alessio Giovani da una trentina di metri che insacca un calcio di punizione dalla destra, complice Corona che ha un’esitazione sul primo palo.
L’AC è euforico per la rete che sembrerebbe riaprire la gara, ma pochi minuti dopo Barbero, tenuto in gioco da Jari Giovani in area di porta, riceve un cross basso dalla destra da Tarabotto, e batte imparabilmente per la quarta volta Benvenuto.
La NO procede a numerosi cambi, e con essi anche a modifiche di modulo in campo, spostando il baricentro decisamente in avanti alla ricerca della marcatura della sicurezza, lasciando però piuttosto sguarnito il centrocampo.
La terza frazione vede anche la terza segnatura di Simone Buttiglieri al 12′, per la quinta dei Blues che in tal modo definiscono la vittoria.
Mori tra i pali è decisamente inoperoso in questa minifrazione prima del timeout.
Gli ospiti in maglia rossa non riescono ad approfittare della situazione di squilibrio tattico in campo della NO, se non ancora con Alessio Giovani, che è bravissimo a realizzare la seconda marcatura direttamente da corner, sorprendendo ancora il pur bravo Corona ma con una rete di pregiatissima fattura.
Qualche minuto di recupero non serve ai Blues per altre segnature, ne all’AC per ridurre ulteriormente le distanze di una pur onorevolissima sconfitta.
Da rimarcare la correttissima prestazione di ambedue le formazioni e la sportività di Balletto e compagni, che pur relegati da tempo in ultima posizione hanno onorato al meglio gara e campionato.
In campo come detto da registrare uno stratosferico Buttiglieri, ottimamente supportato da Cosentino a centrocampo e Morello sulla Maginot difensiva, ma oggi la prestazione collettiva è stata comunque ottima.
Tra i rossi già detto di un bravissimo Alessio Giovani, ma ottimi anche Iussi e Jari Giovani, dotato di ottimo fisico, grinta e tecnica individuale.

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FIGENPA – NUOVA OREGINA DEL 12/05/09

maggio 13th, 2009 · No Comments

A.S.D. FIGENPA – A.S.D. NUOVA OREGINA

5 – 3

reti: (solo x NO) Castello, BArbero, Cosentino (rig.)

Formazione:

NUOVA OREGINA:
MORI 6.5, PARISSI F. 7, AGOSTINI 6, PALMA 6.5, MORELLO 7.5, LEKA 6.5, POMPA 6.5, PARISSI C. 6.5, BARBERO 7, COSENTINO 6.5, BUTTIGLIERI 7.5, TONNICCHI 6.5, PALAZZOLO 6, CASTELLO 6.5, CORONA 6.5

Arbitro: Mori F.

Un primo tempo regalato completamente all’avversario e poi una rimonta importante, spenta all’ultimo minuto dalla quinta rete della Figenpa, sono la fotografia di questa amichevole dominata dal caldo.
Nella prima frazione riusciamo ad andare sotto di tre gol e rischiarne altrettanti, senza quasi mai uscire dalla metà campo, e la porta di Tonnicchi è bersagliata con una certa continuità daglia ttaccanti di casa, che registrano anche un paio di traverse colpite, una delle quali in occasione della prima marcatura.
Qualche incertezza difensiva favorisce il risultato parziale quindi.
Nella seconda frazione le cose iniziano a cambiare, si inizia a correre, a tirare, ed è Castello in contropiede a segnare superando il portiere avversario.
Nella terza frazione segna ancora la Figenpa su ottimo schema da calcio d’angolo, con una bordata dal limite su finta di un centrocampista, che si insacca a fl di palo oppposto, ma è Barbero poco dopo a replicare rubando il tempo al portiere biancoverde su una corta respinta, insaccando facilmente.
Poco dopo ancora Castello si guadagna un calcio di rigore che Cosentino è bravo a realizzare, e qui c’è il forcing finale dei Blues, contrastati molto bene però dai contropiede della Figenpa, e così le iniziative dei Blues si rivelano inutili, e nel recupero, ancora su calcio d’angolo, la Figenpa trova lo spiraglio per battere ancora Tonnicchi, per il 5-3 definitivo.
Si può fare meglio, ma la Figenpa è una bella squadra.

All’avversario vanno i meritati complimenti, anche se un poco è dispiaciuto l’atteggiamento polemico di alcuni ragazzi durante e dopo il termine della gara, innervositi evidentemente dalla concessione del calcio di rigore che aveva momentanemente riaperto la gara.
Mister Nappi stesso comunque parlando con noi asseriva che poteva esserci stata un altra occasione di calcio di rigore più netta della prima, sempre in nostro favore, ma devo dire che la mia valutazione è stata convinta nella prima occasione ed altrettanto nella seconda nel non dare il rigore.

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